mercoledì 18 febbraio 2009

metti che una sera...

Metti che una sera sei rincasata dal lavoro ad un'ora decente, che sei anche riuscita a fare due vocalizzi così (forse) domani il tuo insegnante di canto non ti cazzierà per l'ennesima volta.
Metti che sei anche felice perchè riuscita a fare un semi-rituale di bellezza e mentre te ne stai in pantofole, mezza in pigiama con il turbante che asciuga l'acqua dai capelli appena lavati alle 21.37 squilla il cellulare.

Scatta il toto-chiamata: sarà la mia dolce metà? No, non perchè stiamo già conversando amabilmente al telefono fisso.
Sarà la mamma? No, perchè sarà a metà di una contorsione durante la sua settimanale lezione di yoga.
Sarà l'ufficio? No, non hanno necessità di chiamarmi a quest'ora.
Puntuale come il ciclo quando sei in vacanza ti chiama la redazione del giornale con cui collabori molto sporadicamente che - guardacaso proprio stasera - ha esaurito tutti i collaboratori per la cronaca nera.
"Ciao, c'è stato un incendio a xxx vai a vedere?"
"Ehm..."
"Ma tu sei di xxx?"
"Sì"
E intanto pensi: che gli dico? Che sono al telefono? Sotto la doccia? Che sono stanca morta e che ho già dato lavorativamente per oggi? Che sto vedendo Sanremo e no, non può assolutamente chiedermi di uscire perchè le canzoni sono irresistibili? Che sto cucendo il vestito per il compleanno della mia Barbie e devo finirlo per domani?
No, sembrerebbero scuse troppo patetiche, decisa rispondo:
"Sì, va bene, vado tra una ventina di minuti..."
La calma accumulata si frantuma così sotto il ronzio del phon mentre con una mano ti fai la piega e con l'altra recuperi carta e penna.
Quando si dice il multitasking a tutte le ore del giorno e della notte.

martedì 10 febbraio 2009

pensieri notturni

Segni che le cose non vanno come dovrebbero:

Sto diventando un'ottima venditrice di me stessa.

Siamo arrivati allo stadio "molta apparenza poca sostanza".

Quel poco di apparenza è ciò che mi tiene in piedi.

(Logica dell'incoerente vivere quotidiano)

martedì 3 febbraio 2009

illuminazioni

è giunta ora di farsi coraggio e illuminare le zone dell'anima che non vibrano

giovedì 15 gennaio 2009

corrispondenze

a volte scopri che il cielo grigio del mattino è solo una metafora dell'inquietudine che porti dentro...

mercoledì 7 gennaio 2009

snow from a window

In attesa che con il gelo si sciolga anche il mio blocco (più o meno volontario) verso la scrittura, tento di rivitalizzare questo blog (onde evitare che muoia definitivamente) con la bella vista che avevo stamattina, mentre lavoravo forzatamente confinata a casa:


- Snow from a window -

martedì 9 dicembre 2008

astonished

Temevo sarebbe successo. Dopo due mesi avevo finalmente orientato il bioritmo sul pendolarismo da e per Milano e Trenitalia ha cambiato l'orario.
Sono allibita e pure molto arrabbiata (per rimanere in un linguaggio molto raffinato): per arrivare a Milano da Verdello e viceversa non ci si impiegano più i solito 40 minuti ma di meno (35) o di più (un'ora e un quarto dieci minuti).
Ora: assodato che la distanza è sempre la stessa, perché il mio treno deve rallentare per far passare l'Alta Velocità?
Ma soprattutto che senso ha mettere dei treni che partono alla stessa ora da due stazioni diverse di Milano e che arrivano a mezz'ora di distanza sulla stessa tratta?

Spero che questa volta ci siano proteste e scioperi. Da parte dei pendolari.

lunedì 1 dicembre 2008

il blocco dello scrittore

sapevo sarebbe successo: sono stata un mese senza scrivere e ora non mi sento più nemmeno in grado di mettere in fila un soggetto-verbo-predicato e il guaio e che devo riuscire a farlo entro pochi minuti...

è proprio vero che si avverte la mancanza di ciò che si possiede quando lo si sta per perdere (o lo si è già perduto)